
Ebbene si, mentre dalla data di apertura dei siti di aste al ribasso ci si chiedeva se fossero regolari o no per via del fatto che non fosse chiaro se si trattasse di gioco d’azzardo, forse si inizia a fare un po di chiarezza.
KNOCKED DOWN: se provate a visitare alcuni dei maggiori siti di aste al ribasso come ad esempio Lowbid, Youbid, Bidplaza, Bidme, Bidforfree, Astabassa, Funnybid, troverete questa simpatica immagine:

Pare che la Guardia di Finanza stia svolgendo delle indagini su questi siti, per il fatto che abbiano violato tale articolo: art 4 co. 4 /bis legge 401/90.
L’art. 4 l. n. 401 del 1989 punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni «chiunque esercita abusivamente l’organizzazione di scommesse che la legge riserva allo Stato o ad altro ente concessionario o su attività sportive gestite dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) dalle organizzazioni da esso dipendenti o dall’unione italiana per l’incremento delle razze equine (Unire)».
Più in particolare, con il comma 4-bis della medesima disposizione normativa (introdotta con la l. 23 dicembre 2000 n. 388 – Legge finanziaria), il legislatore ha esteso le medesime sanzioni a «chiunque svolga in Italia qualsiasi attività organizzata al fine di accettare o raccogliere o comunque favorire l’accettazione o in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettate in Italia o all’estero».
Le Aste al ribasso sono sempre state poco trasparenti fin dal principio (circa due anni fa), dato che per l’utente non era possibile valutare l’effettiva correttezza dell’asta. Vedremmo come andrà a finire questa storia, anche se crediamo che questo evento possa sancire il tramonto di un business tanto redditizio quanto controverso.
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Riguardo all’indagine della Guardia di Finanza verso queste aste al ribasso, chi è stato eventualmente frodato verrà poi risarcito? Cosa dice lo Stato?